Apple, l’azienda “chiusa” basata sul software libero

Nell’ottobre del 2011, pochi giorni dalla morte di Steve Jobs,  Richard Stallman, uno dei maggiori esponenti del software libero, con la sua tipica delicatezza, spiegò il suo punto di vista sulla Apple e sul fondatore.

Le sue parole furono: “Steve Jobs, il pioniere del computer inteso come prigione resa cool, progettato per separare gli stolti dalla propria libertà, è morto”.

Ma un sistema operativo così famoso come quello usato su iPhone, iPod, iPad e i costosissimi iMac e MacBook è veramente frutto di solo software proprietario?

Apple si è sempre dichiarata orgogliosa di avere in diverse parti dei suoi programmi alcuni componenti Open source, portando così, molti suoi utilizzatori ad incuriosirsi e a documentarsi.
Tra i più famosi software possiamo trovare Apache, la più nota piattaforma server web rilasciata sotto licenza Apache e Bash, la shell testuale del progetto GNU licenziata sotto GPL.

Per aprire i file compressi viene utilizzato l’algoritmo senza brevetti sotto GPL chiamato bzip2.

Cups, invece, è adoperato su quasi tutti i sistemi gnu/linux per gestire le stampanti, ma son tantissimi ancora quelli sotto licenze compatibili con la GPL.

Altri programmi sono: Git che si utilizza per i controlli di versione, il famoso compilatore C chiamato Gcc, l’editor da terminale nano, i protocolli Open SSL e i software per la cifratura Open SSH.

Per i database abbiamo PostgreeSQL, il gestore grafico X11 e chi ha utilizzato almeno una volta il terminale linux conosce per forza sudo.

Questa è solo una piccola parte dei software liberi presenti sui componenti della casa Apple.

L’azienda fondata da Jobs, nonostante sia completamente l’opposto come filosofia ed etica rispetto a quella dell’Open source, possiede all’interno dei suoi componenti, la libertà e la condivisione del software libero ed è  l’esempio più eclatante di come esso si trovi nella maggior parte dei programmi di tutti i giorni.

Qua potete trovare l’Elenco Completo e l’area Open Source di Apple