Lo scorso 11 febbraio ho partecipato come speaker al secondo Claude Meetup a Milano (Trovate i dettagli del evento qua), organizzato da Alexio Cassani. È stata la mia prima uscita ufficiale da quando, a ottobre, ho iniziato la sfida come CTO nel settore dei vini da investimento

Dallo storage personale alla Fine Wine AI
Il mio approccio con Claude e gli LLM non è nato dal nulla. Prima di questo nuovo progetto, ho usato l’intelligenza artificiale per sviluppare il mio progetto personale, MyWineRepository, che è stata la palestra ideale per testare l’integrazione tra codice e dati nel mondo del vino.
Al meetup ho portato l’esempio di come questa tecnologia mi stia aiutando a gestire una struttura dati decisamente ampia: un catalogo di circa 200.000 vini.
Il workflow: mappare la complessità del dato con i microservizi
La sfida non è solo caricare i record, ma pulirli e normalizzarli. In questo progetto a microservizi, ho utilizzato Claude come primo passo per analizzare, riassumere e astrarre le API della “borsa dei vini”, creandone un framework di interazione solido.
Grazie a Claude, ho impostato un processo per mappare produttori e nomi dei vini, separando l’anagrafica di base del vino dai suoi attributi specifici (annate, formati, dimensioni dei pacchi). Per la gestione del codice, ho implementato una struttura a symlink per aggiornare i progetti tramite submoduli di Github, permettendomi di creare plugin trasversali e riutilizzabili su più istanze.
Questo lavoro di normalizzazione è fondamentale per avere un’anagrafica utilizzabile quando si parla di Fine Wine AI e algoritmi di investimento. L’uso di Claude è stato centrale per definire questa architettura, specialmente per far dialogare questa mole di dati con WordPress attraverso le API.
Oltre Claude: gli strumenti complementari
Sebbene il talk fosse focalizzato su Claude, nel mio lavoro quotidiano per mantenere l’equilibrio tra automazione e realtà utilizzo un ecosistema più ampio. Una volta impostata la struttura principale con Claude, integro nel workflow anche:
- Gemini e OpenAI come supporto per task specifici.
- Cursor per la scrittura del codice in progetti paralleli.
- Un LLM proprietario che sta letteralmente bevendo.
Il networking post-talk tra pizza e birra è stato il modo migliore per riportare un po’ di “equilibrio nella Forza” dopo aver discusso di cataloghi infiniti con Sheldon e Howard (il nome di alcuni dei miei agenti). Grazie ad Alessandro Vitale, Francesco Marinoni Moretto, Giorgio Trono e Marco Conte per il confronto sul palco e a tutti i presenti per lo scambio di idee.
Alla prossima!