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Margherita Vigo, Project management e StartUp

Proseguono le interviste per la “Settimana del Rosadigitale”, questa volta torniamo in Italia e facciamo quattro chiacchiere con Margherita Vigo, Project Manager di Jobiri.

Margherita Vigo

Ho conosciuto Margherita e la squadra di Jobiri in Tim WCAP, un acceleratore di StartUp con diverse sedi tra cui Milano.

Margherita è una giovane laureata in economia e specialistica in Economics, Finance and International Integration. Durante la laurea specialistica è stata tutor accademico per il corso di politica
economica e di economia internazionale, internetabonnemang. Il primo contatto con le StartUp è stato proprio con dei laboratori universitari e successivamente un percorso in una startup early stage (con un prodotto ancora in fase di prototipo) come Business Analyst.

Ma ora diamo spazio a Margherita.

Subito dopo la laurea si è presentata per te una scelta difficile, lavorare in un’importante società di consulenza o entrare nel mondo delle Startup. Cosa ti ha portato alla scelta delle Startup?

Ho sempre sospettato di essere una persona “allergica” alle gerarchie e ai ruoli predefiniti. Mi preoccupava l’idea di lavorare in una realtà strutturata perché non sopporto sentirmi ingabbiata, e temevo di ritrovarmi in un ambiente di lavoro troppo formale e lontano dal mio modo di essere. Speravo che lavorare in una startup mi lasciasse più autonomia, responsabilità e soprattutto libertà di poter dire la mia. Con Jobiri è andata proprio così! Toccare con mano ogni giorno i risultati del proprio lavoro lascia una soddisfazione impagabile. Sicuramente non è per tutti lavorare in un ambiente così destrutturato e dinamico, ma consiglierei a chiunque di provare un’esperienza del genere. Si impara davvero ad essere multitasking e a non aver paura di sbagliare, perché in un nuovo business non c’è nulla di certo ma bisogna letteralmente “costruirsi la strada” ogni giorno!

In cosa consiste il ruolo di project manager?

Il project manager è appunto il “responsabile del progetto”, ovvero la persona incaricata di monitorare l’andamento delle attività e di coordinare il team per raggiungere gli obiettivi prefissati. Soprattutto in una realtà piccola come quella di una startup, non si tratta di stare semplicemente a guardare dall’alto le attività, ma bisogna lavorare fianco a fianco con i colleghi per facilitare lo scambio di idee, semplificare la collaborazione e anticipare i problemi che possono sorgere.

Allo stesso tempo, il project manager è anche il ponte tra il team e il cliente o partner. Per questo credo che per essere un buon project manager sia importante non solo avere ottime capacità organizzative, ma anche avere una naturale predisposizione alla mediazione e alla collaborazione.

Quanto è importante un project manager in una Startup?

Molto, soprattutto quando l’azienda inizia a crescere e il team a diventare numeroso. È normale in una startup portare avanti più progetti contemporaneamente, e spesso (soprattutto per le ultime persone che arrivano in azienda) è difficile riuscire a definire le priorità e a cogliere la visione d’insieme. Il project manager in questi casi è la figura di riferimento fondamentale, perché riesce ad avere sempre sott’occhio la visione globale e conosce in quale direzione si sta muovendo l’azienda. È quindi la persona che riesce velocemente a mettere in ordine tutti i tasselli per portare avanti le attività, perché in una startup l’execution è fondamentale.

Durante la triennale ti sei appassionata alle tematiche legate alla disoccupazione femminile e giovanile, quanto hanno influito sul tuo ruolo in Jobiri?

Più che ad aver influenzato il mio ruolo in Jobiri, direi che hanno proprio determinato la mia scelta di lavorare in una startup che si occupa di rendere i servizi di carriera accessibili a chiunque. Nonostante in Italia ci siano più laureate donne che uomini, ancora oggi l’occupazione femminile è appena al 49.4 % (quasi 20 punti percentuali in meno rispetto all’occupazione maschile!) ed è davvero preoccupante il divario tra Nord e Sud. Nel mezzogiorno, il tasso di occupazione femminile scende addirittura al 32.7%. Ci sono sicuramente gravi problemi strutturali che impediscono di superare questa situazione, in primis la mancanza di politiche di conciliazione che aiutino le donne a non dover rinunciare al lavoro per dedicarsi alla cura dei figli o dei genitori anziani.

Tuttavia, credo che molte donne (soprattutto le ragazze più giovani) non siano ben consapevoli di tutte le possibilità di carriera a loro disposizione. Spesso non si tratta di avere o meno la laurea, ma di saper trovare e individuare le opportunità giuste. Per questo ho iniziato a lavorare in Jobiri, perché con la nostra tecnologia possiamo dare un aiuto concreto e immediato a chi è in difficoltà nella ricerca di un lavoro.

Sei un appassionata di fotografia e di musica (chitarra moderna). Quali soft skill hanno allenato queste due passioni che hanno influenzato il tuo lavoro?

Suonare in un gruppo mi ha sicuramente aiutato a capire cosa significa essere una squadra e a lavorare nel rispetto dei propri ruoli e delle proprie responsabilità. La fotografia credo mi abbia insegnato (e mi insegni tuttora) ad osservare, ad avere la pazienza di “vedere” e non semplicemente “guardare”. Sicuramente entrambe mi hanno insegnato l’importanza di tenere sempre allenata la creatività con lo studio e la pratica costante, perché la passione o il “talento” da soli non bastano!

Grazie per le tue risposte, quali contatti suggeriresti a chi vuole iniziare a seguirti?

Confesso, non sono una persona che usa molto i social. Ma sulle pagine Facebook, LinkedIn e Twitter di Jobiri troverete contenuti molto interessanti su come affrontare la ricerca del lavoro nel modo più efficace. Jobiri è infatti il 1° consulente di carriera digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per supportare le persone alla ricerca di un lavoro. Sul nostro sito www.jobiri.com troverete più nel dettaglio di cosa ci occupiamo e chi sono i nostri clienti.
Grazie infine Matteo per la chiacchierata!

La settimana del Rosadigitale

Questo articolo è stato per la settimana del Rosadigitale, una settimana dedicata alle pari opportunità nelle STEM.
Per vedere la lista completa, la può trovare qua: link.

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