My Wine Repository: il mio compromesso tra WordPress, vino e AI

Forse il nome My Wine Repository l’avete già letto su questo blog, sui miei canali social, oppure lo avete sentito nominare durante uno degli ultimi WordPress Meetup di Milano.
È il mio nuovo progetto dedicato al mondo del vino, in cui metto insieme la passione per la degustazione con tutti gli strumenti informatici che mi appassionano.

My Wine Repository: il mio compromesso tra WordPress, vino e AI

Se torniamo indietro ai tempi del Covid, avevo già collaborato con Susana Alonso, contribuendo con un paragrafo al suo libro (se ve lo siete persi, potete trovarlo qui: Digital wine marketing. Guida alla promozione online del vino e dell’enoturismo).

Poi, nel 2021, è iniziata la mia esperienza in Tannico, che mi ha portato ancora più vicino a questo mondo: ho iniziato a partecipare a qualche degustazione, a confrontarmi con vini molto diversi tra loro, e a mettere insieme una piccola cantina, via via sempre più variegata.

È stato lì che sono nate due esigenze molto concrete:

  • Gestire e tenere in ordine la mia cantina
  • Memorizzare i vini che assaggiavo, così da poter capire davvero che cosa mi piaceva e perché

Prima di My Wine Repository, nasce Wine Cellar Manager

Come prima cosa, ho affrontato il problema più semplice: trovare un modo per catalogare i vini che avevo in cantina.

Ovviamente, usare un foglio di calcolo non mi bastava.
Quindi ho aperto Visual Studio Code, e come ogni sviluppatore con una passione ho iniziato a scrivere codice.

Da lì è nato Wine Cellar Manager, un piccolo plugin WordPress per creare la propria cantina virtuale: bottiglie, annate, regioni, cantine, note personali. Tutto a portata di mano, nella mia installazione privata.


Perché proprio WordPress?

Ho scelto WordPress perché è l’ambiente in cui mi sento più a casa: conosco bene il suo ecosistema, i suoi limiti e le sue potenzialità.
Nonostante non sia pensato nativamente per gestire dati complessi come una cantina o delle degustazioni, offre una base flessibile e potente: custom post type, tassonomie, campi personalizzati, filtri, template personalizzati.

In più, lavorare su WordPress mi permette di:

  • sviluppare plugin modulari e riutilizzabili,
  • testare interfacce utente semplici per me o per altri utenti futuri,
  • sfruttare un’architettura che conosco bene anche quando voglio integrare strumenti esterni come le API di OpenAI.

WordPress, per me, è stato il compromesso perfetto tra rapidità di sviluppo, personalizzazione completa e sostenibilità a lungo termine. Ed ovviamente Software Libero.


Dalla cantina alla mappa, e poi all’intelligenza artificiale

Con il tempo, ho iniziato a volere qualcosa in più, per evolvere anche il secondo punto: memorizzare i vini che assaggiavo.

Volevo:

  • una classifica dinamica dei vini assaggiati,
  • una mappa interattiva delle cantine e dei territori,
  • un motore semantico per verificare la coerenza tra vitigno, vinificazione, suolo e caratteristiche sensoriali,
  • una guida personale che mi aiutasse a capire che tipo di vino mi piacesse davvero.

Ed è così che nasce My Wine Repository: inizialmente un plugin da affiancare a Wine Cellar Manager, poi un progetto in continua evoluzione che oggi è un sito, una serie di plugin, e un vero e proprio playground per unire WordPress, vino e intelligenza artificiale.


Come funziona My Wine Repository

Alla base c’è WordPress, arricchito da una serie di plugin personalizzati che ho sviluppato per rispondere a esigenze molto pratiche:

  • Un custom post type per i vini, con metadati strutturati: zona, annata, cantina, uve, vinificazione, suolo, caratteristiche sensoriali, abbinamenti, punteggio.
  • Un sistema di tassonomie che mi permette di esplorare i vini anche per criteri incrociati (es. tutti i bianchi strutturati prodotti su suoli vulcanici).
  • Una mappa dinamica, generata automaticamente dai dati inseriti, per visualizzare in un colpo d’occhio i territori e le cantine dei vini assaggiati.
  • Una classifica personale, che si aggiorna man mano che inserisco nuovi vini, basata su punteggi soggettivi ma anche su quanto un vino “mi resta impresso nel tempo”.

Tutto questo vive in una sorta di ecosistema WordPress che ho costruito pezzo dopo pezzo, come fosse un set di plugin modulari.


L’approccio modulare: plugin, shortcode e prompt AI

Fin dall’inizio ho pensato il progetto in modo modulare, sia per tenerlo manutenibile, sia per poter eventualmente rendere pubblici alcuni componenti.

Attualmente ho sviluppato:

  • Un plugin per la mappa: genera una mappa Leaflet interattiva, prendendo i dati direttamente dai custom field dei post.
  • Un plugin per la lista vini: con shortcode e template per ordinare i vini per tipo, regione, cantina.
  • Un plugin AI (AI Consigliere): integrato con le API di OpenAI, serve per analizzare la coerenza dei contenuti e aiutarmi nella compilazione delle schede.
  • Un plugin di struttura: definisce tipi di post, tassonomie, campi personalizzati e tutto ciò che rende il sistema solido e coerente.

Ogni plugin può vivere da solo, ma messi insieme raccontano la mia visione: un sistema intelligente e su misura per raccontare il vino.


E l’intelligenza artificiale?

L’AI non è il protagonista, ma è la spalla perfetta.
La uso con un approccio molto pratico e mirato, per automatizzare alcune fasi del lavoro e garantire coerenza nei dati.

La integro direttamente in WordPress per:

  • verificare la coerenza delle descrizioni, soprattutto quando arrivano da fonti diverse: una voce di Wikipedia avrà un tono, un obiettivo e un approfondimento molto diversi rispetto a una scheda tecnica di una cantina o al post di un blog;
  • automatizzare le ricerche, ad esempio inviando a ChatGPT un prompt già completo con le bottiglie disponibili nella mia cantina;
  • estrarre e dedurre informazioni non sempre esplicite, come l’affinamento, il tempo sui lieviti o dettagli sulla vinificazione.

Tutto questo avviene all’interno di WordPress, tramite plugin e interfacce dedicate, senza dover passare da strumenti esterni o fare copia-incolla manuale.

Opere derivate: plugin nati da My Wine Repository

Nel corso dello sviluppo di My Wine Repository, alcuni strumenti si sono rivelati talmente utili e riutilizzabili da meritare una vita propria.
Così sono nati dei plugin pubblici per WordPress, pensati per risolvere problemi comuni incontrati durante il progetto, ma applicabili anche ad altri contesti.

Ecco una selezione di quelli che ho pubblicato su WordPress.org:

  • AI Consigliere
    Per verificare la coerenza tra tassonomie, analizzare contenuti e supportare l’organizzazione dei dati grazie a OpenAI.
  • Async Image Credits
    Per gestire e mostrare in frontend i crediti delle immagini utilizzate, in modo asincrono e personalizzabile.
  • Disable RSS Feeds Lite (Clean)
    Un modo semplice per disattivare i feed RSS inutilizzati o indesiderati, mantenendo pulito l’output.
  • Search with Wine-Searcher
    Per includere nella pagina del vino un link diretto alla ricerca su Wine-Searcher, utile per confrontare prezzi e disponibilità.
  • Taxonomy Meta Box Filter
    Aggiunge campi di ricerca sopra i meta box delle tassonomie nell’editor di WordPress, perfetto per chi lavora con contenuti strutturati (come le schede vino).
  • Wine Cellar Manager
    Il plugin che ha dato il via a tutto: per catalogare la propria cantina personale in WordPress.

Alcuni di questi plugin sono nati per risolvere esigenze molto specifiche legate a My Wine Repository, ma ho cercato di renderli il più possibile modulari, documentati e riutilizzabili.
Sono nati da esigenze personali, ma li ho resi pubblici proprio perché possano essere utili anche ad altri. Sentiti libero di usarli, migliorarli o contribuire.