Sviluppare in una StartUp Parte 1: la compagnia dell’anello

C’ero anche io li, a sviluppare in una StartUp chiamata: “Portare un anello Mordor”, ma partiamo dall’inizio. Ogni StartUp inizia con un esigenza o un problema da risolvere, seguita tanto studio e la ricerca di una squadra all’altezza. Questo articolo parlerà della nascita di una StartUp e delle personalità che molto spesso ci sono dietro.



Ho già parlato di questo tema in un altro articolo, questa volta voglio approfondire l’argomento scomodando J.R.R. Tolkien e Peter Jackson per almeno 3 articoli del blog.

Tutto  iniziò con una riunione, Gandalf ci aveva chiesto di incontrarci nell’ufficio di Re Elron.

Re Elron è uno dei nostri mentor, un signore molto alto, con delle strane orecchie aveva convocato diversi professionisti per parlare dell’idea di StartUp innovativa con cui discuteva da diversi mesi con Gandalf. Eravamo in tanti, chi occupava di marketing, i designer, chi studiava la UX e la UI, chi aveva i social nel suo sangue, chi preferiva far pareggiare tutti i conti e poi c’ero anche io a sviluppare.

Sviluppare in StartUp

Proponendo una StartUp bisogna sempre evidenziare il bisogno a cui si sta cercando una soluzione, nel nostro caso era quello di distruggere l’anello del potere, durante i primi briefing usciranno tantissime idee su cui ragionare.

Idee e briefing

Parlando con diversi professionisti le idee che emergeranno sono tantissime, probabilmente nessuno avrà l’idea geniale che porterà la StartUp a fatturare tanto e subito, ma ognuno metterà un tassello per compiere questa missione. Il lavoro più importante in questa fase è quello di filtrare, analizzare e scomporre le singole idee, stando attenti alle idee impossibili come il rompere l’anello con un ascia o completamente masochiste come il mantenere l’anello e portarlo a Minas Tirith.

Pronti, partenza e via



Dopo questa fase nascerà il primo embrione di StartUp. Embrione perché un idea, va studiata, va progettata e poi realizzata, ad opera finita (può essere l’intero prodotto o una parte di se) ci sono i test con i potenziali utenti e questi daranno dei feedback che ovviamente influenzeranno le decisioni future.

Cavolo abbiamo parlato di realizzazione, quindi molto probabilmente entro in campo io, lo sviluppatore!

Sviluppare in una StartUp

Anche se J.R.R. Tolkien si dimentica di noi sviluppatori (sia nel libro che nel film), ci siamo e abbiamo partecipato ad una delle più grandi StartUp del cinema.

La parte dello sviluppo è una delle prime con cui fare i conti, in molti si affidano ad agenzie o software house, altri invece preferiscono affidare il compito ad uno sviluppatore.

Tutta la contea, Rohan, Gran Burrone, il Reame Boscoso e Minas Tirith sono pieni di annunci “cerco Co-founder tecnico per StartUp”, “cerco informatico per Sviluppare in una StartUp” o simili. Si possono trovare tante idee carine come tante fregature. Quella di Gandalf per esempio era molto interessante e ha convocato me.

Da quel momento seguono diverse chiacchierate, telefonate, email, specifiche ed incontri, il viaggio da Cagliari al Gran Burrone è stato fantastico.

A questo punto sta a noi decidere se partire per questa avventura o proseguire per il nostro cammino, tenendo ben chiaro che il lavoro in una StartUp è molto diverso da quello in un agenzia o in una software house.

StartUp vs agenzia o software house




Sviluppare in una StartUp lo trovo molto diverso rispetto allo sviluppo in agenzia o software house. In una StartUp lo sviluppatore non deve solo lavorare, deve credere al progetto, appassionarsi, amarlo ed essere pronto a rimettersi in gioco in ogni momento, anche di venerdì alle 19. In StartUp non puoi affezionarsi al tuo codice e dal punto di vista emotivo devi esser capace ogni mattina di rinascere e picchiare sempre più duro sulla tastiera.

Scomodando Joel Spolsky in un Joel e il Software (uno dei miei 10 libri preferiti), uno sviluppatore non può essere sono brillante, ma deve essere anche un vincente, e se non ci si sente vincenti forse è meglio chiederlo a Dama Galabriel, l’altra nostra tutor… Noto solo ora che i nostri tutor hanno tutti le orecchie a punta.

Sviluppo e briefing

Solitamente uno sviluppatore quanto entra in una StartUp ha già diverse esperienze pregresse e a volte può dare dei forti contributi durante i briefing. Ho detto “a volte” perché durante le riunioni lo sviluppatore si distrae, molto spesso quando si parla di cosa fare, la testa del developer pensa subito al come realizzare l’idea e non come modificare l’idea, ma quella volta avevo detto che era meglio non passare per il Passo di Caradhras.

L’ideale sarebbe  sempre fare il briefing in due fasi, la prima ragionando solo sull’idea e l’altra pensando al codice.

Prima si pensa a come deve funzionare e solo dopo si pensa se c’è veramente bisogno di tutte quelle classi e quell’integrazione di API.

Bisogna stare tranquilli e valutare tutto, l’idea e poi il come svolgerla. Le idee del nostro Art Director Frodo spesso si scontrano con le esigenze del commerciale Boromir o del CEO. Ora vi do un piccolo consiglio, quando decidete dove sedervi, non state mai tra un art director e il commerciale, va della vostra sanità mentale (immagino che questa frase la utilizzerò anche più avanti).

I colleghi di tutti i giorni

Ho già iniziato a presentarvi qualcuno, ma ogni team di lavoro ha tantissimi compagni, che vedremo in questo articolo o nei prossimi due capitoli:




  • Il CEO e CFO: Gandalf;
  • L’Art Director: Frodo;
  • Il COO: Aragorn;
  • Il commerciale: Boromir
  • Il Growth Hacker: Legolas
  • Gli stagisti: Samvise, Pelegrino Tuc e Mariadoc
  • Il Marketeer: Gimli
  • I mentor: Re Elrond e Dama Galabriel.

La forza di tutti questi personaggi da vita a grandi progetti, anche se si separano. Puoi pensare a tutti gli scenari immaginari, come:

  • il CEO oltremare dal Balorg sperando in un finanziamento;
  • l’Art director è con uno stagista a testare la UI del sito;
  • gli stagisti sono rapiti dagli esami;
  • il commerciale ferito dalle tante domande dei potenziali clienti;
  • il COO si trova in mezzo ai litigi tra l’esperto di marketing e il growth  hacker manager.

Una StartUp è fondata da sognatori che combattono le loro battaglie uniti dallo stesso scopo, fatturare (o portare l’anello a Mordor?).

Il Signore degli Anelli: la compagnia dell’anello

Come sempre mi faccio aiutare da Wikipedia, anche se vivamente spero che lo conosciate già:

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring) è un film fantasy epico d’avventura colossal del 2001 diretto da Peter Jackson tratto dall’omonima prima parte del romanzo di J. R. R. Tolkien (1954-1955). È il primo lungometraggio della trilogia del Signore degli Anelli, seguito da Il Signore degli Anelli – Le due torri, uscito nel 2002 e da Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re del 2003, che conclude la trilogia cinematografica, basati sul secondo e terzo volume dei romanzi.

Ambientato nella Terra di Mezzo, la storia racconta dell’Oscuro Signore Sauron, alla ricerca dell’Unico Anello. L’Anello ha trovato il suo possessore nel giovane hobbit Frodo Baggins (Elijah Wood). Il destino della Terra di Mezzo è in bilico mentre Frodo e gli otto compagni, decisi dal Consiglio di Elrond di Gran Burrone, che formano la Compagnia dell’Anello, ovvero un gruppo di guerrieri (e amici) composto dallo stregone Gandalf il Grigio (guida del gruppo), gli uomini Aragorn e Boromir, l’elfo Legolas, il nano Gimli e gli hobbit Sam, Merry e Pipino. iniziano il loro viaggio verso il Monte Fato nella terra di Mordor, l’unico luogo in cui l’Anello può essere distrutto.

Ripassa il libro: link

Ripassa il film: link

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