La scrittura per il web: intervista a Pietro Lostia

Da giugno ad ora ho partecipato alla manifestazione SorsiAperiWeb, che si tiene a Nuoro, organizzata da Sorsi di Web. Tra le tante discussioni interessanti ho voluta riportarne una qua, sul blog. Dopo l’intervista a Susana Alonso, ora parliamo con Pietro Lostia di scrittura nel web, buona lettura!

Pietro Lostia

Chi è Pietro Lostia? Conosciamolo!

Pietro Lostia, dopo diverse esperienze come musicista e divulgatore scientifico è approdato nel mondo della comunicazione e del marketing ricoprendo principalmente i ruoli di blogger e copywriter.

Dal 2012 lavora insieme a Susana Alonso, fondando The Hub of Taste e dal 2016 Sorsi di Web.

Dalla musica sei arrivato ai testi, che suono dovrebbero averei contenuti di un sito web efficace?



La domanda mi fa gongolare! Be’, c’è un problema generale e fondamentale: di solito i lettori hanno poco tempo a disposizione. Su Internet c’è tanta concorrenza fra contenuti più o meno simili. Come possiamo fare a trattenere un utente sui nostri spazi web?

Un modo è offrire testi che si leggono senza intoppi e si comprendono facilmente. La musicalità di un testo è per me quella caratteristica che lo rende fluido, a partire dai singoli suoni delle lettere ai suoni delle parole e delle frasi. Mi capita di riscrivere la stessa frase diverse volte, finché non mi sembra di avere trovato la forma più fluida possibile, quella che si legge meglio.

La musicalità di un testo è per me quella caratteristica che lo rende fluido, a partire dai singoli suoni delle lettere ai suoni delle parole e delle frasi. Condividi il Tweet

A volte mi scappano anche delle rime involontarie! È normale, se cerchi la musicalità. La struttura di un testo è anche importante. Idealmente, ogni testo, per quanto breve, dovrebbe avere una introduzione, uno sviluppo, e una conclusione. Non credo che ci si debba fossilizzare su strutture fisse predefinite. Però, se le hai presenti, allora le puoi violare, in parte o in toto, con più efficacia.

Idealmente, ogni testo, per quanto breve, dovrebbe avere una introduzione, uno sviluppo, e una conclusione Condividi il Tweet

Quando scrivo, cerco di curare sempre tutti questi aspetti formali. Ma fluidità e simmetria formali si devono accompagnare a certe proprietà materiali: in particolare, i concetti devono essere chiari, il più possibile giustificati ed espressi il più semplicemente possibile (ma senza banalizzare).

Hai scritto contenuti adatti sia a studenti che scienziati. Che consiglio daresti a chi deve scrivere contenuti per due target opposti?



È una domanda molto interessante! Non è facile rispondere, ma credo che si debba cercare prima di tutto la migliore via di mezzo. A questo scopo è utile definire delle ‘personas’, cioè delle figure ideali di lettori potenzialmente interessati. Una volta chiarito il target, bisognerebbe cercare di evitare da un lato i tecnicismi, che allontanano i non esperti, e dall’altro le ovvietà, che allontanano gli esperti. Bisogna conoscere sufficientemente bene i temi, e identificare alcuni punti importanti e potenzialmente coinvolgenti, senza dilungarsi su questioni marginali.

Bisogna sapere quali sono le tendenze del momento in un certo settore, per esempio nel Food & Wine, per incontrare le aspettative del maggior numero di lettori, al di là delle loro competenze specifiche. Dato che probabilmente è impossibile coinvolgere tutti, dovremmo cercare di lavorare sull’ampiezza della forbice del target: iniziare da un ‘centro’ più sicuro, per così dire, cioè dai temi e dai lettori più tipici, e poi allargarsi progressivamente verso le periferie, testando di volta in volta certe direzioni, monitorandone l’impatto, ed eventualmente aggiustando il tiro.

Musica, scienza, tecnologia e food & Wine, quali sono i tuoi argomenti preferiti e quali vedi per un tuo futuro?

Attualmente la comunicazione del Food & Wine assorbe gran parte del mio lavoro. Quando ho tempo, lavoro a un progetto personale di produzioni musicali cosiddette ‘corporate’, cioè di musiche di accompagnamento per la promozione di brand, prodotti, eventi aziendali, ecc.



La scienza/tecnologia e la matematica sono interessi che cerco sempre di mantenere vivi, e mi piacerebbe molto scriverne di più. Leggo regolarmente alcune riviste online in inglese (The Conversation, Quanta, ecc.) su cui scrivono comunicatori davvero preparati, e sono molto aperto a proposte professionali di comunicazione di questi temi.

Da musicista cosa pensi di progetti come Jamendo?

Non lo conoscevo, grazie per la segnalazione! Gli ho dato un’occhiata, e forse potrei appoggiarmici per offrire la mia musica. La questione generale dei diritti d’autore e dei criteri delle revenue è delicata e di solito poco chiara. Ci sono diverse opzioni: dai siti su cui puoi comprare musica senza copyright (per esempio, Envato/Audiojungle), alle tradizionali agenzie tipo la Siae, alle nuove proposte tipo Soundreef.

Credo che ogni artista abbia il diritto di proteggere il proprio lavoro, ma credo anche che debba accettare i compromessi dettati dalle abitudini e dalle opportunità della Rete. Se vuoi avere visibilità e diffusione, non puoi costruire troppi muri intorno alla tua musica. Fare il musicista nell’era di Internet è una grande sfida. Di fatto puoi trovare quasi sempre il modo di bypassare i sistemi di protezione dai download illegali. E, data la vastità del mercato, è praticamente impossibile monitorare ogni uso che viene fatto della tua musica (e specialmente l’uso che ne viene fatto offline).

Se vuoi avere visibilità e diffusione, non puoi costruire troppi muri intorno alla tua #musica. Fare il musicista nell'era di #Internet è una grande sfida. Condividi il Tweet

Forse la strategia migliore è differenziare la propria attività e offerta: essere presenti sia sui marketplace sia su propri spazi personali (blog, canali YouTube, ecc.); offrire sia contenuti a pagamento sia contenuti gratuiti.

Blog, Copy, Social Media e Content marketing, quali sono i tuoi preferiti?

In effetti li vedo come forme, non diversamente dalle forme musicali. Ognuna ti permette di esprimere certe cose e ti limita rispetto ad altre. Il blog è certamente una grande invenzione, ma quasi sempre ha bisogno del sostegno dei social per avere visibilità. Riesco a trovare soddisfazione sia scrivendo un blog post sia poche righe di copy su un social. Sono sfide diverse e occasioni diverse per imparare e testare sempre cose nuove.

Riesco a trovare soddisfazione sia scrivendo un #blog post sia poche righe di #copy su un #social. Sono sfide diverse e occasioni diverse per imparare e testare sempre cose nuove Condividi il Tweet

In primavera ci sarà il prossimo corso di Sorsi di Web, Vuoi anticiparci qualcosa?



Certo, il corso si terrà nei giorni 7 e 8 aprile 2018, e sostanzialmente riproporrà i temi dell’edizione precedente, che abbiamo tenuto a settembre 2017. È un corso intensivo di web marketing per il Food & Wine, che mira sia a dare una panoramica generale sia ad approfondire certi aspetti in linea con gli interessi specifici dello studente.

Qui c’è il programma: http://sorsidiweb.com/corso-web-marketing-food-and-wine/. Il corso sarà tenuto da Susana Alonso e da me, e io mi occuperò soprattutto del modulo dedicato alla scrittura per il web.

Grazie per le tue risposte, per chi fosse interessato a seguirti, dove può trovarti?

Come Sorsi di web: link, siamo su tutti i social principali (Facebook, LinkedIn, Twitter, Instagram, Pinterest, Google+). Come The Hub of Taste: link (il nostro blog dedicato specificamente alle degustazioni) siamo su Facebook e su LinkedIn.

Il profilo personale social che uso di più è quello su Facebook. Ho anche un blog personale, su cui scrivo soprattutto di musica.

Grazie a te Matteo! È stato un piacere e un’ottima occasione di riflessione!

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Se l’intervista a Pietro Lostia ti è piaciuta di consiglio di leggere anche:

  • Il marketing per il Food e Wine, intervista a Susana Alonso: link;
  • Un mio intervento al secondo appuntamento di SorsiAperiWeb: link;
  • SorsiAperiWeb – terzo appuntamento: ci sono anche io: link;

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